Quelle di Vancouver saranno Olimpiadi sostenibili, all’insegna della tutela dell’ambiente attraverso il risparmio energetico e il riutilizzo di acqua e calore.
Con questa particolare Olimpiade gli organizzatori non possono certo salvare il mondo, ma ciò che essi sperano di ottenere non è altro che la sensibilizzazione del pubblico, ed è importante che eventi importanti, quelli sportivi in particolare, si impegnino a dare il buon esempio alla futura generazione.
Uno degli esempi degli “sforzi” fatti per la compatibilità ambientale è la struttura che sorregge la copertura dell’Oval (l’impianto per il pattinaggio di velocità), per la cui realizzazione è stato impiegato del legname destinato ad essere bruciato poiché infestato da un parassita chiamato pine beetle. Il recupero del legname ha evitato l’abbattimento di un considerevole numero di alberi.
La copertura dell’Oval, inoltre, è stata progettata per raccogliere l’acqua piovana che verrà riutilizzata negli impianti dei servizi.
La nuova struttura per il curling, poi, riutilizzerà il calore che verrà impiegato per il riscaldamento dei vari ambienti della struttura e del centro acquatico adiacente.
Il progetto degli organizzatori dell’Olimpiade, però, oltre ad essere dedicato all’energia e all’ambiente, ha anche un forte significato sociale e culturale. L’evento, infatti, è dedicato alle First Nations, ovvero le comunità dei discendenti degli aborigeni della British Columbia, con i quali il Vanoc ha firmato un accordo per consentire il merchandising di prodotti d’artigianato con le quattro comunità della zona. Parte del ricavato finirà nei fondi di un’associazione per l’educazione e la cultura dei giovani aborigeni.




