sono passati sulla bocca, e nei pensieri di tutti. li abbiamo visti, condannati, e archiviati, ma per poco.

li abbiamo cancellati, per un attimo, quando storie di pari (e forse anche un po’ superiore) orrore, sono arrivate alle cronache, ai telegiornali, e nelle case di noi italiani.

forse per alcuni istanti, quando era la storia della Franzoni, mamma-assassina, a riempire i telegiornali,o la storia del piccolo Tommy, (che oramai un po’ tutte sentiamo come figlio, in Italia) li abbiamo messi da parte. ma nessuno li ha dimenticati. perchè troppo forte è la loro colpa, troppo profonda la ferita, troppa la crudeltà.

troppa la freddezza, per credere in una redenzione totale.

l’orrore torna, e ai protagonisti non farà di certo piacere essere in prima pagina. invece ci sono, perchè, ormai, ogni cosa che fanno è segnata dal loro passato, dalla cattiveria e dalle bugie che li hanno penosamente contraddistinti.

e passi che avevano 16 anni, un delitto simile non si perdona così facilmente. lei è Erika,biondina,figlia di buona famiglia. lui Omar. non sono nemmeno maggiorenni, ma si drogano, si sballano, e soprattutto dipendono l’uno dall’altra, in un gioco perverso che poco ha a che vedere con i divertimenti (opinabili o meno) dei ragazzini della loro età.

la mamma di lei  non vuole che si vedano,  ipotizza che si droghino, che dipendano dal sesso. e lei, anzichè litigare con la mamma, abbrevia i tempi. premedita, e poi, con la complicità di lui, la uccide, con 46 coltellate, che arrivano presto ad essere 90 totali, visto che la buona ragazzina decide anche di far fuori il fratellino, di soli 12 anni, colpevole di aver visto morire sua madre.

…questa storia la sappiamo tutti. e a tutti, spero, farà riflettere.

ma anche il seguito è importante. lei si è appena laureata, sogna la libertà e sorride, con le amiche della pallavolo.

lui è già in semilibertà, grazie alla buona condotta (del resto, ha promesso di non uccidere più le possibili, future, suocere, è un ottimo motivo di attenuante-e perdonate il sarcasmo) e fa il giardiniere, è appassionato del milan, ama la vita (visto che lui una vita ce l’ha ancora)e vorrebbe tornare a giocare a calcio.

mi dispiace, sono di parte, e mi da un fastidio immenso, che si scriva su di lui, e lei. che si lodi la Di Nardo, che è riuscita a laurearsi a pieni voti, che, poverina (poverina???) ancora sente di essere ”perseguitata dalla villa”. dalla villa, o dal suo vergognoso comportamento?

non posso fare finta di niente.

e nemmeno la comunità può. e deve. una seconda chance? per carità, si. ma non trattiamoli nè da eroi, nè da vittime. perchè le vittime sono altre. e sono sotto terra da 9 anni.

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