Ogni comandante sogna un’arma segreta che tolga al nemico la voglia di combattere, e non la vita.

Anche i generali hanno un cuore e la ricerca, con raggi acustici e bombe gay fa di tutto per accontentarli.

Il sito della prestigiosa Fox News americana dichiara, con una sorta di sorriso sornione tra le righe, che la “Bomba Gay” non sarà prodotta e rassicura i contribuenti americani sulla serietà del Ministero della Difesa la cui rispettabilità sembra calata di qualche punto da quando è stato assegnato il premio lg Nobel, parente del più noto premio Nobel, che premia “ricerche che fanno ridere e poi fanno pensare”.

Nel 2007 quello per la Pace andò appunto ad alcuni scienzati militari per, come recita la motivazione ufficiale, “aver istigato la ricerca di un’arma chimica, nota come Bomba Gay, atta a rendere i soldati nemici irresistibili l’uno all’altro”, preferendo così le cuccette ai fucili. Geniale.

Ma non è finita qui: il film L’uomo che fissa le capre ha un epigrafe “E’ più vero di quanto pensiate.” Lo hanno confermato molti veterani. Durante la guerra fredda (fate i vostri calcoli, non era molto tempo fa), le reclute “super-intuitive” della Task Force Delta alloggiavano in caserme della Defence Intelligence Agency, vicino a Baltimora, dove si allenavano ad abbattere capre con il “Tocco della morte” e ad immobilizzare criceti con lo sguardo prima di provarci con gli esseri umani. Della Task Force faceva parte il “telepatico” Joe McMoneagle, decorato con la medaglia al merito “per aver fornito informazioni non ottenibili da altre fonti”, per esempio sul luogo dove le Brigate Rosse tenevano il Generale Dozier.

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