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	<title>Paid to write: guadagnare scrivendo articoli su AlPc.it &#187; Libri e Cultura</title>
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	<description>Guadagna online scrivendo articoli, recensioni e guide</description>
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		<title>La  “Politica con il Cuore”</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 21:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>seaela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità e Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Stefania P, è così che ha cominciato a firmare i messaggi  privati l’ex Presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, mentre collaborava con Anna Vinci a scrivere un libro che parla di sé, dei tanti momenti passati durante e dopo il terremoto, dell’energia che nasce dal desiderio di combattere la sfida più dura, dopo essere sopravvissuti  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/06/la-pol-con1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5569" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/06/la-pol-con1.jpg" alt="" width="103" height="113" /></a>Stefania P, è così che ha cominciato a firmare i messaggi  privati l’ex Presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, mentre collaborava con Anna Vinci a scrivere un libro che parla di sé, dei tanti momenti passati durante e dopo il terremoto, dell’energia che nasce dal desiderio di combattere la sfida più dura, dopo essere sopravvissuti  a quell’<em>orco urlante</em> il 6 di aprile,  quella della ricostruzione.</p>
<p>Il libro si apre con il racconto della notte del 6 aprile tra la fuga da casa e l’arrivo ad Onna, la presa della consapevolezza dell’enorme disastro che era successo e il ritrovamento delle persone, vive o morte, tra le macerie; il dolore, le speranze e le attese di quelle ore, ferme, immense, e di quei giorni… dolore che fa sentire ancora oggi una straniera nella nostra terra Anna Vinci, nonostante il suo immedesimarsi attraverso i racconti di Stefania P, che definisce affettuosamente una ‘sfinge’, capace di trovare la forza di reagire nello sguardo degli altri che da lei si aspettavano un gran coraggio.</p>
<p>E’ di certo un libro non convenzionale che fa emergere la forte personalità della ex Presidente che si è guadagnata le preferenze degli italiani con il sondaggio commissionato dal Sole24ore a riprova che nelle difficoltà escono le qualità migliori delle persone. E’ un libro che parla di quel dolore silenzioso e assordante dei funerali delle vittime e che si interroga sulle rassicurazioni della Commissione Grandi Rischi, con il rammarico del buon padre di famiglia, quello di essersi fidato troppo di esperti che hanno detto fermamente ‘’non si può prevedere’’ ma non hanno detto ‘’non si puo’escludere’’.  “E da queste riflessioni, con un tono da conversazione, si pone lo sguardo sui problemi reali, quello della ricostruzione trasparente (senza infiltrazioni) e intelligente (che utilizzi le tecnologie necessarie per garantire in futuro l’incolumità delle persone in caso di altri terremoti e che sfrutti le risorse locali come fabbisogno professionale dei tanti posti di lavoro che si stanno creando la nostra città). “ Tutti dobbiamo partecipare alla ricostruzione perché nessuno può fare più quello che faceva come prima”.</p>
<p>di Emanuela Bruschi<a href="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/06/la-pol-con.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5566" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/06/la-pol-con.jpg" alt="" width="103" height="113" /></a></p>
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		<title>Rissunto del libro la chiesa della solitudine di Grazia Deledda</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 16:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>erbenatura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[La camiciaia Maria Concezione, operata di cancro, tornava a casa. Giustina, sua madre, l’attendeva sull’uscio, l’abbracciò festosa e le disse che sarebbe venuto Aroldo a cena, ma Concezione restò fredda: la malattia l’aveva inaridita. Si rifugiò nella chiesetta e pregò la Madonna della Solitudine che la aiutasse a vivere. Verso sera giunse Aroldo,che notò rattristandosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-4231" title="Deledda" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/03/Deledda-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" />La camiciaia Maria Concezione, operata di cancro, tornava a casa. Giustina, sua madre, l’attendeva sull’uscio, l’abbracciò festosa e le disse che sarebbe venuto Aroldo a cena, ma Concezione restò fredda: la malattia l’aveva inaridita. Si rifugiò nella chiesetta e pregò la Madonna della Solitudine che la aiutasse a vivere.<br />
Verso sera giunse Aroldo,che notò rattristandosi il viso marmoreo di Concezione. Mangiando, con-fidò alle donne il suo progetto di andare a lavorare come cavatore in America. Si infervorava e propose a Concezione di sposarla e portarla con sé assieme alla madre. Lei ne fu turbata, ma gli disse di no. Entrò poi Felice, amico di Giustina, che notando colorito cereo di Concezione, le do-mandò il motivo del suo pallore. La donna spiegò di essere stata operata di un brutto male e curata con salassi. Quando Aroldo se ne fu andato, Felice propose alle donne un affare: una parte dei loro terreni in cambio di un fidanzato per Concezione, che rispose però di non essere interessata né alla vendita né al matrimonio: era stanca, voleva solo riposare. Quella notte sognò Aroldo. La mattina arrivò Serafino, il prete rinsecchito, a dir messa nella chiesetta, piena di fedeli:c’era anche Aroldo, che pregò per Concezione ed anche i due pretendenti, nipoti di Felice. Il prete, dopo messa, andò a trovare Concezione, a casa indisposta, che gli confidò la proposta di Felice di scegliere per marito uno dei suoi nipoti, ma disse di non voler sposare né uno di loro né altri. Il mattino dopo arrivò an-che Giuseppa, ricca eccentrica, che propose a Concezione di sposare Costante, figlio naturale di suo marito: la ragazza rifiutò ancora. Il mercoledì Santo, mentre allestiva la chiesetta , Serafino, le confidò che anche suo fratello Pietro era interessato a lei, ma la donna, stremata,ripeté che non era pronta a sposarsi. Il prete, irritato, rivelò che Aroldo si accompagnava ad una certa Maria, ma Concezione disse che non la riguardava più. La Pasqua arrivò col sole, e Concezione si lavò corpo e capelli, sentendosi nuova, bisognosa d’amore. Pensava ad Aroldo e aspettava che fosse lui a cercarla, nonostante l’avventura con Maria.<br />
Ai primi di giugno giunsero Giordano,i nipoti e Giuseppa in visita: Concezione era sconfortata: co-sa volevano tutti da lei? Più tardi pregò la Madonna di liberarla dai pretendenti imposti ed anche da Aroldo,scongiurandola di farlo emigrare, perché sapeva che la sua morte sarebbe giunta lenta ma non remota.<br />
Arrivò luglio e Concezione era stanca: Aroldo era sparito, forse in America: ma un operaio della cava le rivelò che era a casa di Maria,forse sarebbero emigrati insieme. Concezione ne fu molto colpita.<br />
Per la festa di S.Cirillo, Giuseppa arrivò con suo nipote un po’tocco e Concezione, per schivarlo, andò ad allestire la chiesa. Tornando a casa, le parve di vedere Aroldo nel campo. Anche Giustina vide. Si avvicinò, ma il giovane, ubriaco, dormiva. Raccontò il fatto a Concezione, che pensò fosse meglio lasciarlo smaltire la sbornia da solo. La festa fu movimentata e quando finì Concezione, preoccupata, raggiunse Aroldo per ripararlo con una coperta.<br />
Il mattino dopo, Giustina corse a vedere Aroldo, ma non ne trovò traccia. Dopo messa, Giuseppa chiese al prete di convincere Concezione a fidanzarsi con Costanzo, ma Serafino si rifiutò. Il giorno dopo il collega di Aroldo tornò da Concezione a prendere le sue camicie e chiese di lui: Concezione negò di averlo visto e rispose che era stufa del peregrinare a casa sua di inutili pretendenti.<br />
Erano giorni torridi; Concezione non aveva nemmeno più voglia di pregare, quando arrivò da loro un brigadiere a chiedere di Aroldo, perché girava voce che fosse fidanzato con Concezione. Lei ne-gò seccamente. Sua madre ipotizzò che fosse partito per l’America, ma il carabiniere affermò che la denuncia di scomparsa proveniva proprio dalla ditta di scavi per cui lavorava e invitò le donne a parlare, per evitare guai. Concezione si arrese, accompagnò il brigadiere nel posto dove Aroldo a-veva dormito ubriaco: sull’erba il Carabiniere rinvenne un filo rosso, che si mise in tasca. Più tardi, Felice additò Concezione come responsabile di tutto, pensando che Aroldo fosse stato ucciso da uno dei suoi pretendenti. Ritornò anche il Brigadiere. Raccontò di aver conosciuto una certa Giu-seppa, che gli aveva detto di aver donato a Concezione una coperta ricamata di rosso, per le nozze con suo nipote: aggiunse che il filo trovato nell’erba sembrava provenire proprio da una coperta come quella.<br />
Dopo quella visita, ne seguirono molte altre: Giuseppa, inviperita, incolpava Concezione di aver sparlato di Costante che era stato incarcerato con l’accusa di omicidio; ritornò anche il Brigadiere, con una buona notizia: Aroldo era vivo: dopo la sbornia, si era tagliato le vene ed era stato soccorso da Maria e dal dottore. Concezione doveva convincerlo a partire e tutto si sarebbe sistemato. La donna chiese un giorno per riflettere.<br />
Il giorno dopo il dottore le rivelò che Serafino era in agonia. Concezione gli chiese di accompa-gnarla da lui .Quando il prete la vide, commosso, le disse che Aroldo era in casa sua e Concezione poté vederlo: era rinsecchito e sfatto. Gli chiese perdono per averlo respinto e lo scongiurò di partire e rifarsi una vita. Ma Aroldo replicò che non si sarebbe mai mosso di lì. Si salutarono come estranei. Tornò a casa e sua madre le disse che Costante sarebbe stato scarcerato. Concezione tirò un sospiro di sollievo: “adesso è proprio tutto a posto”, disse.</p>
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		<title>Racconto: Notte &#8230;.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franciskee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Un racconto Noir, Romantico e Horror allo stesso tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/02/Oscurita.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1911" title="Oscurita" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/02/Oscurita-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<div>Era notte, correvo, non potevo credere a ciò che avevo visto, sempre che avessi davvero visto qualcosa, o è stato forse, tutto frutto della mia mente? Mi trovavo a passare per una strada poco popolata ad un orario in cui poche strade offrono visione di gente che passeggia, erano infatti da poco passate le quattro di notte di un normalissimo giorno infrasettimanale.</div>
<div>Non era stato un bel giorno, tutto era iniziato male già dalla nascita delle prime luci mattutine con un sms che non annunciava niente di buono per l’evolversi della giornata, diceva “Sei uno stronzo, non voglio mai più vederti, addio.”, era finita, o meglio, l’aveva finita, aveva deciso tutto lei, una banale litigata, un vaffanculo e tutti a casa, pensando fosse il classico litigio che capita anche alle coppie più navigate, ma evidentemente mi sbagliavo. Tutto era finito, a quanto sembrava.</div>
<div>A metà mattina una telefonata spezza il silenzio della mia stanza: “Ciao Vic, come va?”, era Luke, il mio migliore amico, una di quelle poche persone che riescono a non farti pensare ai tuoi problemi portandoti in giro a fare un po’ di casino, con i suoi modi un po’ stravaganti, ma efficaci. Spiattellatogli tutto per telefono si era mostrato un po’ perplesso sulla situazione ma non sembrava dargli tanto peso, un po’ perché non gli è mai stata simpatica più di tanto, un po’ perché forse pensava la cosa non fosse così seria come da me descritta. Mi salutò imponendomi, nonostante i miei rifiuti, di farmi trovare pronto per le 21, per una serata piena di stravaganze e gente simpatica.</div>
<div>La mattina finì, sistemai un po’ il mio monolocale, pulii i miei strumenti musicali, misi in ordine i libri sparpargliati per le varie scrivanie e infine andai ai fornelli per prepararmi qualcosa da mangiare. Non che avessi molta fame, anzi proprio per nulla, ma per non pensare era meglio mi dedicassi a qualcosa e per quel giorno ero sicuro che di studiare non se ne parlava, di suonare nemmeno, tale era il mio stato d’animo.</div>
<div>Uscii da casa verso le 15 per recarmi in centro e passeggiare un pò, vedere gente mi fa stare sempre un po’ meglio quando l’umore è un po’ giù, e specialmente se questa è sorridente… stranamente quel giorno sembrava che regnasse la felicità sulla vita d’ogni persona io incontrassi, ciò migliorò un po’ la mia situazione… visitai i negozi della Street 26, famosa per lo shopping sfrenato, guardai anche le cose meno interessanti del mondo, pur di distrarmi… ma il tempo non sembrava avesse tanta voglia di passare e le 21 erano ancora lontane un’eternità.</div>
<div>Le serate con Luke sono sempre molto particolari, essendo un tipo molto loquace e divertente è facile immaginare quanti amici abbia, anch’essi molto simpatici. Siamo molto diversi, direi agli antipodi, ma forse queste differenze hanno fatto sì che in questi anni il nostro rapporto d’amicizia fosse un po’ come due persone che cercano l&#8217;uno qualcosa che manca all&#8217;altro. Lui era l’allegria, io la serietà. Già, la mia serietà, forse troppo ostentata a volte, quella che mi portava a ordinare sempre un cocktail analcolico anche alle serate che organizzava spesso il caro Luke, non che lui mi abbia mai fatto problemi, anzi, rispettava molto questo lato di me e anche i suoi amici non sembravano farci molto caso, nonostante loro e l’alcol a volte sembrassero una cosa sola. Quella sera però ero sicuro che avrei ordinato qualcosa un po’ più forte di un cocktail analcolico, anzi, era proprio la giornata adatta per prendermi una bella sbronza e perdere assolutamente il senso sella ragione e tutti i freni inibitori della mia mente.</div>
<div>Nel pomeriggio una chiamata riservò brutte nuove: a casa c’erano problemi, la separazione imminente dei miei genitori stava avvenendo in maniera un po’ “brusca”, mia sorella mi pregava di tornare per il fine settimana per cercare di aiutarla a mantenere almeno un po’ di civiltà in quella vicenda. Altra carne al fuoco per quella giornata cominciata già nel peggiore dei modi.</div>
<div>Ore 21:00</div>
<div>Luke puntuale come sempre, strano, ma pur essendo un tipo su di giri, teneva molto alla puntualità, odiava aspettare e odiava far aspettare, quindi mi feci trovare pronto e scesi subito dopo il suo squillo al citofono.</div>
<div>Strano, mi sarei aspettato una serata al maschile, o al massimo io e lui, di certo non una 5 posti con 3 ragazze dietro e il posto accanto al conducente (ovvero il mio) vuoto… Fui sorpreso, non mi sarei mai aspettato da lui una cosa del genere, ma evidentemente era chiara la sua intenzione di farmi perdere la testa, aveva portato le ragazze più belle che conosceva e anche molto simpatiche (lui non frequentava gente stupida). Andammo a mangiare una pizza in un locale molto frequentato e molto “caratteristico”, scavato in una montagna, una sorta di grotta  artificiale, con candele di ogni sorta e arredamento molto caratteristico…</div>
<div>La pizza era buonissima, e l’incrocio con lo sguardo di Eva rendeva tutto frizzante, avrei potuto perdermi in quei grandissimi occhi dal colore del mare. Tutto procedette come se la mia giornata fosse cominciata con la cena: ridevo, scherzavo, bevevo alcol, insomma, era da tempo che non andava così, quell’ultimo periodo era stato davvero tremendo, e l’abbandono da parte della mia ragazza era stato soltanto la punta di un iceberg mastodontico.</div>
<div>Uscimmo dal locale che erano quasi le 22:30, l’ora giusta per andare in un locale a tracannare birra e cocktail di ogni genere, sì, era questa la mia intenzione e quello sguardo, quegli occhi, mi indussero sempre più a pensare che quella fosse la situazione adatta a prendermi una sbornia tremenda e passare la notte a vomitare e il giorno dopo con un mal di testa della madonna. Bene, decisi di buttarmi a capofitto in quella situazione concessami dal mitico Luke… e, se avessi avuto il pieno controllo di me, avrei mandato tutto a puttane, e quello sguardo, quegli occhi, no, non me lo sarei perdonato.</div>
<div>Andammo in un pub dove Luke era di casa, musica dal vivo, un gruppo rock che proponeva canzoni degli U2 e degli Aerosmith, un po’ di ritmo, era proprio quello che ci voleva!</div>
<div>Mi feci consigliare da Eva cosa ordinare, una scusa come un’altra per darle le attenzioni che meritava, era dolcissima. Che il caro Luke c’entrasse qualcosa con quell’atmosfera? Non so, fatto sta che sembrava proprio che anche lei ricambiasse sinceramente i miei sorrisi e le mie attenzioni.</div>
<div>Sulle note di I Don’t want to miss a thing degli Aerosmith, chiesi ad Eva se le andasse di ballare, non se lo fece chiedere due volte che già eravamo lì, sguardo contro sguardo, corpo contro corpo, in un lento movimento a tempo con quelle magiche note, momenti magici, che non vivevo da anni or sono, da quando la mia vita era più che un accozzaglio di cocci messi assieme con della colla di farina.</div>
<div>Uscimmo dal locale che potevano essere le 2 e tre quarti, questo si trovava in un quartiere tipico della città, molto antico, con strade piccole e vecchie, case disabitate e alcune, poche, in via di ristrutturazione, il parcheggio era ad un paio di chilometri dato che trovandosi quasi al centro di questo quartiere, l’unico modo per raggiungerlo era a piedi e quei due chilomeri erano non pochi a pensarci bene… Luke era al centro tra Susan e Lara… sembrava davvero andato il mio amico, e anche loro non sembravano poi messe tanto meglio, Eva era al mio fianco… e, senza accorgermene, eravamo mano nella mano, e non penso di avergliela presa io, ma non ero in condizioni tali da “pensare” e soprattutto da “pensare a questo”… ci incamminammo… ridevamo, cantavamo le canzoni ascoltate nel pub, io molto temerariamente dedicavo una versione a cappella di More Than Words degli Extreme a colei che mi teneva la mano, era tutto perfetto… un sogno potrei dire, la giornata appena passata sembrava non essere mai nata e io mi sentivo un altro, benchè non fossi nel pieno delle mie facoltà mentali.</div>
<div>Gli altri restarono un po’ indietro, anche perché capite, erano tre, camminavano abbracciati, ma nessuno di loro riusciva a reggere l’altro, più che altro si reggevano a vicenda e vederli camminare era uno spettacolo da circo…</div>
<div>Io avevo rubato le chiavi dell’auto a Luke, non era in condizioni di guidare, neanche io sinceramente, ma di fronte ad un incidente sicuro era meglio tentare la fortuna con la mia seppur precaria condizione…</div>
<div>Girammo per un vicolo e li perdemmo di vista, eravamo stanchi e assonnati, e l’effetto eccitante dell’alcol era svanito, adesso era arrivato l’effetto soporifero… serata stupenda, sicuramente, ma doveva pur finire, tanto avrei avuto modo di rivedere quegli occhi e non c’era bisogno di forzare più di tanto quella sera, anche perché chi aveva sinceramente voglia di farlo?</div>
<div>Era incantevole e io ero incantato, ma le brutte esperienze, il brutto periodo… mi dicevano e mi imponevano che era tempo di una pausa da tutto e da tutti (a parte Luke ovviamente), nonostante ciò, eravamo ancora mano nella mano, a pochi metri dall’auto.</div>
<div>Gli altri erano distanti almeno quattro incroci e altrettanti vicoletti, ci appoggiammo sull’auto, aspettandoli… né io né lei eravamo più tanto svegli… ma cercavamo di rendere ancora vivi quei pochi minuti. Guardavamo le stelle, la luna, quella luna che quella sera sembrava un po’ malvagia…</div>
<div>Ad un tratto gli occhi del mare furono davanti ai miei e le sue labbra baciarono le mie, stentai per un attimo di indescrivibile durata, ma mi lasciai andare…</div>
<div>Delle grida provenienti da poco lontano rovinarono quel momento! Le grida divennero di dolore, strazianti, risuonarono all’unisono rimbalzando nelle antiche pareti di quelle stradine, riconoscemmo nelle grida i nostri amici. Corremmo, cercando di raggiungerli, pensando che li avessero aggrediti per farsi dare ciò di cui erano in possesso… sentivo scariche di adrenalina, il cuore si mise a battere all’impazzata, correvo, correvo, la mia mano non teneva più quella di Eva, lei era dietro di me, a decine di metri ormai, correva anche lei, ma con quei tacchi non poteva fare molto… eravamo comunque ormai al punto da dove nacquero le grida… al centro del vicolo c’era un corpo martoriato… era Luke, ormai esanime, qualcosa lo aveva assalito con un impeto mostruoso e gli aveva provocato un foro largo qualche centrimetro nel petto da cui sgorgava sangue… il suo sguardo era vivo e nella sua faccia vi era stampata una maschera di paura, era una scena tremenda… ma non era finito, poco lontano c’era il corpo di Susan (o quello che ne restava) straziato, sembrava le fossero passati sopra un paio di treni merci, la riconobbi dal vestito, vomitai, gridai ad Eva di scappare, di non avvicinarsi e di chiamare aiuto… non era ancora giunta in quel vicolo e non volevo fosse testimone di questo scempio, erano attimi frenetici, io non sapevo che fare, mi guardavo in giro, chiamavo Lara, poi vidi qualcosa che mi paralizzò per qualche istante… era una figura strana, nera come il colore della morte, anzi, era la morte&#8230;</div>
<div>Chiamai Lara! Lara! E vidi questa figura imbattersi in un corpo, era Lara, stava per riproporre lo scempio! Lara era infatti lì a terra, ancora viva ma con quella cosa a non più di due metri, andai verso quella cosa, cercando di metterla in fuga, cercando di salvare Lara ancora in vita, cercando di capire cosa fosse… cercando, non lo so… non sapevo cosa stessi facendo, so soltanto che feci qualcosa, mi avvicinai… la vidi, era la morte, era la notte, era quella mostruosità preannunciata da quella luna malvagia, mi guardò, con occhi indistinti ma pieni di odio, mi fece una sorta di ghigno, emise un verso strano, cominciava ad arrivare gente! Sentivo le voci, quella cosa sembrava adesso temermi, cercò a stento di andare verso Lara, ormai svenuta, mi buttai verso quell’ammasso di odio e di rabbia ma svanì nel nulla, si dileguò nel buio di quella notte come se mai fosse esistita. Raccolsi Lara e la portai in braccio verso la gente che stava accorrendo, tra cui Eva (le sue grida erano riuscite a richiamare gente) , mi fermai da Luke… dal buco sul petto non usciva più sangue, ma potevo ben notare una cosa mostruosa, dentro era vuoto, quella cosa gli aveva strappato il Cuore.</div>
<div>Oggi sono qui a raccantare questa storia, Eva non aveva visto nulla… Lara era svenuta e quando rinvenne non ricordava nulla… io fui l’unico supertiste a vedere quella cosa, quelle iridi nere di odio e di rabbia. Oggi la mia vita è con Eva, e non parliamo mai di quello che successe quella notte, è un tabù per noi, e anche Lara non ha mai cercato di capire cosa realmente fosse successo quella notte. Le indagini si chiusero qualche mese dopo. Adesso sono passati quattro anni, ed è da allora che mi chiedo cosa vidi realmente, e se l’alcol avesse potuto distorcere le immagini che si formavano nella mia mente… ma non sono mai riuscito a darmi una risposta convincente, so soltanto che mi manca il mio caro vecchio amico Luke. So anche che non passerò mai più da quelle strade, di notte.</div>
<p>Era notte, correvo, non potevo credere a ciò che avevo visto, sempre che avessi davvero visto qualcosa, o è stato forse, tutto frutto della mia mente? Mi trovavo a passare per una strada poco popolata ad un orario in cui poche strade offrono visione di gente che passeggia, erano infatti da poco passate le quattro di notte di un normalissimo giorno infrasettimanale.<br />
Non era stato un bel giorno, tutto era iniziato male già dalla nascita delle prime luci mattutine con un sms che non annunciava niente di buono per l’evolversi della giornata, diceva “Sei uno stronzo, non voglio mai più vederti, addio.”, era finita, o meglio, l’aveva finita, aveva deciso tutto lei, una banale litigata, un vaffanculo e tutti a casa, pensando fosse il classico litigio che capita anche alle coppie più navigate, ma evidentemente mi sbagliavo. Tutto era finito, a quanto sembrava.<br />
A metà mattina una telefonata spezza il silenzio della mia stanza: “Ciao Vic, come va?”, era Luke, il mio migliore amico, una di quelle poche persone che riescono a non farti pensare ai tuoi problemi portandoti in giro a fare un po’ di casino, con i suoi modi un po’ stravaganti, ma efficaci. Spiattellatogli tutto per telefono si era mostrato un po’ perplesso sulla situazione ma non sembrava dargli tanto peso, un po’ perché non gli è mai stata simpatica più di tanto, un po’ perché forse pensava la cosa non fosse così seria come da me descritta. Mi salutò imponendomi, nonostante i miei rifiuti, di farmi trovare pronto per le 21, per una serata piena di stravaganze e gente simpatica.<br />
La mattina finì, sistemai un po’ il mio monolocale, pulii i miei strumenti musicali, misi in ordine i libri sparpargliati per le varie scrivanie e infine andai ai fornelli per prepararmi qualcosa da mangiare. Non che avessi molta fame, anzi proprio per nulla, ma per non pensare era meglio mi dedicassi a qualcosa e per quel giorno ero sicuro che di studiare non se ne parlava, di suonare nemmeno, tale era il mio stato d’animo.Uscii da casa verso le 15 per recarmi in centro e passeggiare un pò, vedere gente mi fa stare sempre un po’ meglio quando l’umore è un po’ giù, e specialmente se questa è sorridente… stranamente quel giorno sembrava che regnasse la felicità sulla vita d’ogni persona io incontrassi, ciò migliorò un po’ la mia situazione… visitai i negozi della Street 26, famosa per lo shopping sfrenato, guardai anche le cose meno interessanti del mondo, pur di distrarmi… ma il tempo non sembrava avesse tanta voglia di passare e le 21 erano ancora lontane un’eternità.<br />
Le serate con Luke sono sempre molto particolari, essendo un tipo molto loquace e divertente è facile immaginare quanti amici abbia, anch’essi molto simpatici. Siamo molto diversi, direi agli antipodi, ma forse queste differenze hanno fatto sì che in questi anni il nostro rapporto d’amicizia fosse un po’ come due persone che cercano l&#8217;uno qualcosa che manca all&#8217;altro. Lui era l’allegria, io la serietà. Già, la mia serietà, forse troppo ostentata a volte, quella che mi portava a ordinare sempre un cocktail analcolico anche alle serate che organizzava spesso il caro Luke, non che lui mi abbia mai fatto problemi, anzi, rispettava molto questo lato di me e anche i suoi amici non sembravano farci molto caso, nonostante loro e l’alcol a volte sembrassero una cosa sola. Quella sera però ero sicuro che avrei ordinato qualcosa un po’ più forte di un cocktail analcolico, anzi, era proprio la giornata adatta per prendermi una bella sbronza e perdere assolutamente il senso sella ragione e tutti i freni inibitori della mia mente.<br />
Nel pomeriggio una chiamata riservò brutte nuove: a casa c’erano problemi, la separazione imminente dei miei genitori stava avvenendo in maniera un po’ “brusca”, mia sorella mi pregava di tornare per il fine settimana per cercare di aiutarla a mantenere almeno un po’ di civiltà in quella vicenda. Altra carne al fuoco per quella giornata cominciata già nel peggiore dei modi.<br />
Ore 21:00Luke puntuale come sempre, strano, ma pur essendo un tipo su di giri, teneva molto alla puntualità, odiava aspettare e odiava far aspettare, quindi mi feci trovare pronto e scesi subito dopo il suo squillo al citofono.Strano, mi sarei aspettato una serata al maschile, o al massimo io e lui, di certo non una 5 posti con 3 ragazze dietro e il posto accanto al conducente (ovvero il mio) vuoto… Fui sorpreso, non mi sarei mai aspettato da lui una cosa del genere, ma evidentemente era chiara la sua intenzione di farmi perdere la testa, aveva portato le ragazze più belle che conosceva e anche molto simpatiche (lui non frequentava gente stupida). Andammo a mangiare una pizza in un locale molto frequentato e molto “caratteristico”, scavato in una montagna, una sorta di grotta  artificiale, con candele di ogni sorta e arredamento molto caratteristico…La pizza era buonissima, e l’incrocio con lo sguardo di Eva rendeva tutto frizzante, avrei potuto perdermi in quei grandissimi occhi dal colore del mare. Tutto procedette come se la mia giornata fosse cominciata con la cena: ridevo, scherzavo, bevevo alcol, insomma, era da tempo che non andava così, quell’ultimo periodo era stato davvero tremendo, e l’abbandono da parte della mia ragazza era stato soltanto la punta di un iceberg mastodontico.<br />
Uscimmo dal locale che erano quasi le 22:30, l’ora giusta per andare in un locale a tracannare birra e cocktail di ogni genere, sì, era questa la mia intenzione e quello sguardo, quegli occhi, mi indussero sempre più a pensare che quella fosse la situazione adatta a prendermi una sbornia tremenda e passare la notte a vomitare e il giorno dopo con un mal di testa della madonna. Bene, decisi di buttarmi a capofitto in quella situazione concessami dal mitico Luke… e, se avessi avuto il pieno controllo di me, avrei mandato tutto a puttane, e quello sguardo, quegli occhi, no, non me lo sarei perdonato.<br />
Andammo in un pub dove Luke era di casa, musica dal vivo, un gruppo rock che proponeva canzoni degli U2 e degli Aerosmith, un po’ di ritmo, era proprio quello che ci voleva!Mi feci consigliare da Eva cosa ordinare, una scusa come un’altra per darle le attenzioni che meritava, era dolcissima. Che il caro Luke c’entrasse qualcosa con quell’atmosfera? Non so, fatto sta che sembrava proprio che anche lei ricambiasse sinceramente i miei sorrisi e le mie attenzioni. Sulle note di I Don’t want to miss a thing degli Aerosmith, chiesi ad Eva se le andasse di ballare, non se lo fece chiedere due volte che già eravamo lì, sguardo contro sguardo, corpo contro corpo, in un lento movimento a tempo con quelle magiche note, momenti magici, che non vivevo da anni or sono, da quando la mia vita era più che un accozzaglio di cocci messi assieme con della colla di farina.<br />
Uscimmo dal locale che potevano essere le 2 e tre quarti, questo si trovava in un quartiere tipico della città, molto antico, con strade piccole e vecchie, case disabitate e alcune, poche, in via di ristrutturazione, il parcheggio era ad un paio di chilometri dato che trovandosi quasi al centro di questo quartiere, l’unico modo per raggiungerlo era a piedi e quei due chilomeri erano non pochi a pensarci bene… Luke era al centro tra Susan e Lara… sembrava davvero andato il mio amico, e anche loro non sembravano poi messe tanto meglio, Eva era al mio fianco… e, senza accorgermene, eravamo mano nella mano, e non penso di avergliela presa io, ma non ero in condizioni tali da “pensare” e soprattutto da “pensare a questo”… ci incamminammo… ridevamo, cantavamo le canzoni ascoltate nel pub, io molto temerariamente dedicavo una versione a cappella di More Than Words degli Extreme a colei che mi teneva la mano, era tutto perfetto… un sogno potrei dire, la giornata appena passata sembrava non essere mai nata e io mi sentivo un altro, benchè non fossi nel pieno delle mie facoltà mentali.<br />
Gli altri restarono un po’ indietro, anche perché capite, erano tre, camminavano abbracciati, ma nessuno di loro riusciva a reggere l’altro, più che altro si reggevano a vicenda e vederli camminare era uno spettacolo da circo…Io avevo rubato le chiavi dell’auto a Luke, non era in condizioni di guidare, neanche io sinceramente, ma di fronte ad un incidente sicuro era meglio tentare la fortuna con la mia seppur precaria condizione…Girammo per un vicolo e li perdemmo di vista, eravamo stanchi e assonnati, e l’effetto eccitante dell’alcol era svanito, adesso era arrivato l’effetto soporifero… serata stupenda, sicuramente, ma doveva pur finire, tanto avrei avuto modo di rivedere quegli occhi e non c’era bisogno di forzare più di tanto quella sera, anche perché chi aveva sinceramente voglia di farlo?Era incantevole e io ero incantato, ma le brutte esperienze, il brutto periodo… mi dicevano e mi imponevano che era tempo di una pausa da tutto e da tutti (a parte Luke ovviamente), nonostante ciò, eravamo ancora mano nella mano, a pochi metri dall’auto. Gli altri erano distanti almeno quattro incroci e altrettanti vicoletti, ci appoggiammo sull’auto, aspettandoli… né io né lei eravamo più tanto svegli… ma cercavamo di rendere ancora vivi quei pochi minuti. Guardavamo le stelle, la luna, quella luna che quella sera sembrava un po’ malvagia… Ad un tratto gli occhi del mare furono davanti ai miei e le sue labbra baciarono le mie, stentai per un attimo di indescrivibile durata, ma mi lasciai andare…<br />
Delle grida provenienti da poco lontano rovinarono quel momento! Le grida divennero di dolore, strazianti, risuonarono all’unisono rimbalzando nelle antiche pareti di quelle stradine, riconoscemmo nelle grida i nostri amici. Corremmo, cercando di raggiungerli, pensando che li avessero aggrediti per farsi dare ciò di cui erano in possesso… sentivo scariche di adrenalina, il cuore si mise a battere all’impazzata, correvo, correvo, la mia mano non teneva più quella di Eva, lei era dietro di me, a decine di metri ormai, correva anche lei, ma con quei tacchi non poteva fare molto… eravamo comunque ormai al punto da dove nacquero le grida… al centro del vicolo c’era un corpo martoriato… era Luke, ormai esanime, qualcosa lo aveva assalito con un impeto mostruoso e gli aveva provocato un foro largo qualche centrimetro nel petto da cui sgorgava sangue… il suo sguardo era vivo e nella sua faccia vi era stampata una maschera di paura, era una scena tremenda… ma non era finito, poco lontano c’era il corpo di Susan (o quello che ne restava) straziato, sembrava le fossero passati sopra un paio di treni merci, la riconobbi dal vestito, vomitai, gridai ad Eva di scappare, di non avvicinarsi e di chiamare aiuto… non era ancora giunta in quel vicolo e non volevo fosse testimone di questo scempio, erano attimi frenetici, io non sapevo che fare, mi guardavo in giro, chiamavo Lara, poi vidi qualcosa che mi paralizzò per qualche istante… era una figura strana, nera come il colore della morte, anzi, era la morte&#8230;Chiamai Lara! Lara! E vidi questa figura imbattersi in un corpo, era Lara, stava per riproporre lo scempio! Lara era infatti lì a terra, ancora viva ma con quella cosa a non più di due metri, andai verso quella cosa, cercando di metterla in fuga, cercando di salvare Lara ancora in vita, cercando di capire cosa fosse… cercando, non lo so… non sapevo cosa stessi facendo, so soltanto che feci qualcosa, mi avvicinai… la vidi, era la morte, era la notte, era quella mostruosità preannunciata da quella luna malvagia, mi guardò, con occhi indistinti ma pieni di odio, mi fece una sorta di ghigno, emise un verso strano, cominciava ad arrivare gente! Sentivo le voci, quella cosa sembrava adesso temermi, cercò a stento di andare verso Lara, ormai svenuta, mi buttai verso quell’ammasso di odio e di rabbia ma svanì nel nulla, si dileguò nel buio di quella notte come se mai fosse esistita. Raccolsi Lara e la portai in braccio verso la gente che stava accorrendo, tra cui Eva (le sue grida erano riuscite a richiamare gente) , mi fermai da Luke… dal buco sul petto non usciva più sangue, ma potevo ben notare una cosa mostruosa, dentro era vuoto, quella cosa gli aveva strappato il Cuore.<br />
Oggi sono qui a raccantare questa storia, Eva non aveva visto nulla… Lara era svenuta e quando rinvenne non ricordava nulla… io fui l’unico supertiste a vedere quella cosa, quelle iridi nere di odio e di rabbia. Oggi la mia vita è con Eva, e non parliamo mai di quello che successe quella notte, è un tabù per noi, e anche Lara non ha mai cercato di capire cosa realmente fosse successo quella notte. Le indagini si chiusero qualche mese dopo. Adesso sono passati quattro anni, ed è da allora che mi chiedo cosa vidi realmente, e se l’alcol avesse potuto distorcere le immagini che si formavano nella mia mente… ma non sono mai riuscito a darmi una risposta convincente, so soltanto che mi manca il mio caro vecchio amico Luke. So anche che non passerò mai più da quelle strade, di notte.</p>
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		<title>Raccontino: Mi sentivo felice&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franciskee</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un piccolo racconto, semplice, vero, per capire quanto sie bella la vita e quanto sia importante cogliere ogni attimo e viverlo al massimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/02/safe_guard_rail.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1908" title="safe_guard_rail" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/02/safe_guard_rail-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Mi sentivo felice, nella mia mente avevo ancora il bagliore del tuo sguardo, unico. Non avevo fretta di tornare a casa, volevo pensare e ripensare alla nostra giornata, ai nostri sorrisi, a tutto quello che abbiamo costruito assieme in questi anni. Presto, forse, andremo a vivere assieme, non ho avuto ancora il coraggio di chiedertelo, non che abbia paura di farlo, devo soltanto convincermene, non è una cosa che si chiede con leggerezza, la sento dentro, ma dirlo è comunque diverso, ufficializza la cosa. No, non ho dubbi. Assieme stiamo bene, certo non è sempre stato facile, e non è sempre tutto rose e fiori, però anche nei momenti bui il nostro legame è forte e non mostra cedimenti. Non è stato semplice arrivare al punto in cui siamo oggi, e al solo pensiero della strada che abbiamo percorso mi viene un pò di nostalgia, eravamo un pò impauriti, un pò insicuri, ma sin dal primo giorno la passione riscaldava il nostro amore.</p>
<p>La strada per tornare a casa è ancora lunga, l’intermittenza delle luci dei lampioni è l’unica cosa a spezzare la monotonia di questa…</p>
<p>Appena arriverò sotto casa scenderò dall’auto con un sorriso, e la prima cosa che farò, sarà farti uno squillo per farti sapere che sono arrivato, non voglio farti stare in pensiero per me, anche se sai che non amo correre ti preoccupi per me, sei apprensiva come una giovane mamma con il suo bimbo. La cosa è molto dolce, non che da questo capisca quanto tu tenga a me, questo lo capisco da tantissime cose, però è bello sapere che la persona che ami ti sta pensando, è bello sapere che se stai male non soffri in solitudine.</p>
<p>Prima di andare a letto accenderò il PC per controllare le E-Mail, ma sicuramente darò uno sguardo alle nostre foto, non è una cosa che faccio sempre, però quando passiamo delle giornate così belle, più delle altre volte, non vorrei lasciarti… attenderò il sonno guardando la nostra felicità, la nostra fortuna…</p>
<p>..all’improvviso un’auto mi tagliò la strada,</p>
<p>il guard-rail,</p>
<p>il buio.</p>
<p>Lo squillo non arrivò mai.</p>
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		<title>Riassunti di storia della letteratura italiana: origini lirica trobadorica scuola Poetica Siciliana</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 14:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caponatina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  La lirica trobadorica Iniziamo il nostro viaggio nella letteratura italiana partendo dalla comune origine di tutta la lirica occidentale ovvero la cultura provenzale. Il carattere feudale delle corti francesi e provenzali in particolare avevano prodotto con il  termine cavaliere un prototipo di ideale umano, un insieme di qualità e un codice di comportamento. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/01/scuola-Poetica-Siciliana1.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-1888" title="scuola Poetica Siciliana" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/01/scuola-Poetica-Siciliana1-300x275.jpg" alt="" width="300" height="275" /></a></strong></p>
<p><strong>La lirica trobadorica</strong></p>
<p>Iniziamo il nostro viaggio nella letteratura italiana partendo dalla comune origine di tutta la lirica occidentale ovvero la cultura provenzale. Il carattere feudale delle corti francesi e provenzali in particolare avevano prodotto con il  termine cavaliere un prototipo di ideale umano, un insieme di qualità e un codice di comportamento. Con il passare del tempo ai valori di origine guerresca se ne aggiunsero altri prima di tutti l’ideale della fede. Col passare del tempo ed il fiorire delle corti i valori mutarono i costumi si “addolcirono” un po’ e agli ideali di forza e coraggio si accompagnarono adesso quelli dell’amor cortese. La prodezza ed il coraggio guerresco sussistono ancora ma la destinazione prima religiosa adesso si è laicizzata, è divenuta mondana, amorosa. L’amore non può  albergare negli animi meschini; l’amore è contemplazione segreta; l’amore non può essere che extra coniugale perché il vincolo matrimoniale elimina la trepidazione che nasce dal desiderio ostacolato. L’amore è dedizione, servizio verso la persona amata. L’amor cortese includeva una vasta gamma di possibilità tematiche  Tra gli esponenti ricordiamo Guglielmo d’Aquitania vero iniziatore della maniera trobadorica. Bernard de Ventador; Arnaut Daniel inventore della sestina come forma metrica, Bertrand de Born . Tra gli italiani Lanfranco Cigala, Sordello mantovano Bartolomeo Zorzi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La scuola Poetica Siciliana </strong></p>
<p>Con la produzione della scuola siciliana ci troviamo davanti ad un nuovo uso della poesia. Federico II crea in Italia il primo stato moderno d’Europa. Crea un forte potere centrale servendosi di funzionari dall’alto profilo e mira a eliminare particolarismi e regionalismi per realizzare un regno. Nel suo disegno la cultura gioca un importante ruolo politico per l’egemonia ghibellina e laica. E’ anche per questo che la sua corte è aperta a intellettuali provenienti da tutte le parti del regno che creano così un ambiente culturale ricco e vivace. I temi trattati dai poeti della scuola siciliana sono gli stessi della poesia provenzale. Temi quindi trapiantati, non aderenti alla diversa realtà sociale. E’ questo un appunto che parecchia critica ha mosso alla scuola siciliana ovvero quello di insincerità, di artificiosità. Ma in realtà quella era la capacità di realizzare modalità espressive che si inseriscono nella tradizione lirica amorosa dell’occidente, di immettere nel circuito degli interessi e dei temi l’attenzione e la riflessione sulla natura e sulla fenomenologia d’amore che avranno una costante presenza nella lirica amorosa del 2 e 3 cento. I poeti federiciani  hanno scritto in siciliano, ma un siciliano purificato da forme dialettali troppo strette, un siciliano da corte. Le forme metriche siciliane sono principalmente 3: la canzone: forma alta per eccellenza; la canzonetta: nella quale trovano posto sviluppi narrativi spesso con dialoghi; il sonetto: forma metrica inventata dai siciliani impiegato per la discussione dottrinale o per la descrizione. Tra gli autori da ricordare Giacomo da Lentini, Guido delle Colonne, Rinaldo d’Aquino, Pier della Vigna. Discorso a parte per Cielo d’Alcamo la cui attribuzione di appartenenza alla scuola è dubbia ed è più da collegare come un anello di passaggio verso la scuola toscana.</p>
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		<title>Brevi riassunti di storia della filosofia ad uso e consumo di studenti e appassionati: Socrate</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 19:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caponatina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aristotele]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[riassunti]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Versione succinta e sintetica della vita e del pensiero di Socrate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/01/socrate.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1861" title="socrate" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/01/socrate.jpg" alt="" width="250" height="296" /></a></p>
<p>La mia intenzione è quella di creare un piccolo compendio, per autori e temi, di storia della filosofia a puntate. Iniziando proprio dal filosofo per antonomasia: <strong>SOCRATE</strong></p>
<p>Nasce nel 470 a.C. circa. Il padre, Sofronisco, era scultore e la madre, Fenarete, era una levatrice.</p>
<p>Visse quasi sempre ad Atene e le uniche volte che se ne allontanò fu per compiere il suo dovere di soldato.</p>
<p>Si tenne sempre lontano dalla vita politica.</p>
<p>Il suo unico compito, durante  tutto l&#8217;arco della sua vita, fu la filosofia. Filosofia intesa come ricerca ed esame continuo ed incessante di se stesso e degli altri.</p>
<p>Proprio questo suo modo di intendere la filosofia come ricerca ed esame costantemente aperti lo portò a non scrivere nulla. Poiché nessuno scritto può suscitare e dirigere il filosofare.</p>
<p>Quindi tutto quello che sappiamo di lui lo dobbiamo alle fonti e principalmente al suo discepolo Platone e ai suoi &#8220;dialoghi&#8221;. In seconda battuta si possono cogliere notizie sulla vita e il pensiero di Socrate da Senofonte. Infine Aristofane, autore di teatro, ce ne offre una visione dissacrante e decisamente negativa.</p>
<p>Contrariamente ai filosofi precedenti Socrate si disinteressa della natura e concentra tutti i suoi sforzi sull’uomo. Il suo intento è quello di porre l’uomo di fronte ai suoi limiti e di renderlo giusto e solidale con gli altri. <strong>La prima condizione di questo esame è quindi il riconoscimento della propria ignoranza. </strong>I mezzi, per promuovere negli altri il riconoscimento della propria ignoranza, sono <strong>l’ironia</strong> e l’interrogazione diretta; spingendo l’interlocutore nel dubbio e nell’inquietudine per impegnarlo successivamente nella ricerca.</p>
<p>Socrate dunque non insegna nulla. Non ha teorie pronte da propinare. Egli si propone solo di risvegliare gli altri alla ricerca.</p>
<p>Attraverso l’ironia e il dubbio distrugge le certezze erronee stimolando l’interlocutore. Egli paragona la sua azione a quella di una levatrice e definisce quindi la sua arte <strong>maieutica.</strong> <strong>L’uomo, dunque, non può giungere in chiaro con se stesso da solo</strong>. Ha bisogno di aiuto e Socrate è lì per fornire questo aiuto.</p>
<p>Per Socrate ricerca di sé è contemporaneamente ricerca del vero sapere e del miglior modo di vivere, cioè<strong> ricerca del sapere e della virtù</strong>. In Socrate <strong>sapere e virtù si identificano</strong>. L’uomo non può che tendere a sapere ciò che deve fare e deve essere, e tale sapere è la virtù stessa. Questa definizione racchiude ciò che viene definito <strong>intellettualismo etico</strong>. Ovvero la virtù è frutto di un semplice calcolo intelligente. Chi sa veramente, sceglie in ogni caso il piacere maggiore, quello dal quale non può derivargli né dolore né male. E tale piacere è soltanto il piacere della virtù. Il suo sapere è quindi un modo di essere totale, l’impegnarsi in una ricerca che non conosce limiti o presupposti fuori di sé ma trova da sé la sua disciplina.</p>
<p>Per Socrate filosofare è una missione divina. Egli parla di un <strong>demone</strong> che lo consiglia in tutti i momenti decisivi della vita. Una certa corrente di pensatori tende  a identificare questo demone con la “nostra” voce della coscienza, facendo così di Socrate, in maniera decisamente forzosa, un antesingnano del cristianesimo. Egli ammette il culto degli dei, tuttavia la sua unica fede religiosa è quella nella ricerca e nella filosofia.</p>
<p>A Socrate inoltre spetta il merito di aver organizzato, come lo stesso Aristotele gli riconosce, per primo la ricerca secondo un metodo “propriamente scientifico”. Nel suo modo di fare ricerca Aristotele vede i primi passi del <strong>metodo induttivo</strong> e della fondazione del <strong>concetto.</strong> Tuttavia è da notare che Socrate indagava solo concetti etici e pratici, la sua opera  mirava soprattutto al dover essere dell’uomo, non alla realtà di fatto La sua era una riflessione intorno all’uomo e al suo operare.</p>
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		<title>Alessandro Baricco il bardo del nuovo secolo?</title>
		<link>http://www.alpc.it/libri-e-cultura/alessandro-baricco-bardo-del-nuovo-secolo-625</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 22:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tyara Riddle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho sempre seguito con interesse tutte le attività di Alessandro Baricco fin dai tempi di TamTam, quando la tv trasmetteva qualcosa di VERAMENTE culturale. Ho sempre apprezzato le sue particolari abilità di narratore e creatore di storie originali e che difficilmente si perdevano nella comune banalità. Chinque abbia letto i suoi libri capisce bene che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/01/alessandro-barricco.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-674" title="alessandro-barricco" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/01/alessandro-barricco-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a></p>
<p>Ho sempre seguito con interesse tutte le attività di <strong>Alessandro Baricco</strong> fin dai tempi di TamTam, quando la tv trasmetteva qualcosa di VERAMENTE culturale.</p>
<p>Ho sempre apprezzato le sue particolari abilità di narratore e creatore di storie originali e che difficilmente si perdevano nella comune banalità. Chinque abbia letto i suoi libri capisce bene che cosa intendo.</p>
<p>Ho amato particolarmente uno dei suoi lavori teatrali e letterari più belli per coloro che come me apprezzano l&#8217;epica. Ovvero l&#8217;Iliade o come la definisce il buon Alessandro più correttamente Achilleide.</p>
<p>Una lettura in termini più terreni del più grande sceneggiato mai scritto, perchè Omero è riuscito ad inserirvi ogni sentimento possibile ed immaginabile dell&#8217;animo umano, senza dimenticare descrizioni evocative.</p>
<p>Ascoltare qualcuno che legge e non trovarlo noioso è una cosa che pochi riescono a fare. Alessandro Baricco ci ha realizzato uno spettacolo ed è stato veramente geniale nella sua realizzazione. Premettendo che già di suo la materia prima era ottima.</p>
<p>Lo apprezzo anche molto per il fatto che sapendo di essere bravo non finge finta modestia come molti altri fanno.<a href="http://www.youtube.com/watch?v=zqnGlblYmNk"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zqnGlblYmNk">un estrapolato di Tam tam su Cyranò de bergerac </a></p>
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		<title>Giornata mondiale del Libro 2010, in attesa dell’evento</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 13:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[23 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Festa di San Giorgio i libri e le rose]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale del libro]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa]]></category>
		<category><![CDATA[rambla]]></category>
		<category><![CDATA[Una nave di libri per Barcellona]]></category>

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		<description><![CDATA[Come accade ogni anno, il 23 aprile, a Barcellona, avrà luogo la “Festa di San Giorgio i libri e le rose”. Per l’occasione, il 21 dello stesso mese, una nave carica di libri, scrittori ed appassionati, partirà per le coste della Spagna, nella realizzazione dell’iniziativa “Una nave di libri per Barcellona”. Il 23 aprile, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_339" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/01/rosa-e-libro-san-giorgio.jpg"><img class="size-medium wp-image-339" src="http://www.alpc.it/wp-content/uploads/2010/01/rosa-e-libro-san-giorgio-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Giornata mondiale del Libro 2010, in attesa dell’evento</p></div>
<p>Come accade ogni anno, il 23 aprile, a Barcellona, avrà luogo la “<strong>Festa di San Giorgio i libri e le rose</strong>”.</p>
<p>Per l’occasione, il 21 dello stesso mese, una nave carica di libri, scrittori ed appassionati, partirà per le coste della Spagna, nella realizzazione dell’iniziativa “<strong>Una nave di libri per Barcellona</strong>”.</p>
<p>Il 23 aprile, in occasione della <strong>Giornata mondiale del Libro</strong>, la città catalana si arricchirà di rose e libri.</p>
<p>Come vuole la tradizione, infatti, in questo giorno gli uomini regalano una rosa alle donne, ricevendo in cambio un libro.</p>
<p>Questa festa, in Italia purtroppo poco vissuta, trasforma completamente la città spagnola:</p>
<p>la <strong>Rambla</strong>, ogni anno, è ricca di bancarelle con venditori di libri, mentre tutte le librerie rimangono aperte sino a notte fonda e moltissimi eventi hanno luogo nelle piazze.</p>
<p>In altri termini, quella del 23 aprile sarà una giornata assolutamente da non perdere, all’insegna dei libri e della lettura.</p>
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