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giu
Il Vietnam, la guerra tra comunismo e capitalismo, una delle pagine più angoscianti che la storia ci ricorda, mai abbastanza a mio dire.
Quindi parliamo di un periodo che parte dal 1960, il film scorre, raccontando le vicende militari-politici tra francesi e comunisti, come sottofondo, quello che invece lo spettatore percepisce subito è la storia d’amore tra Thomas Fowler corrispondente del Times di Londra con postazione lavorativa e momentanea a Saigon e la bellissima e giovanissima Phuong, quindi l’amore di una vietnamita con un europeo, come classico della tradizione coloniale del vecchio continente e non.
Fowler in un certo qual modo ha salvato Phuong dal bordello in cui l’aveva inserita la furba sorella maggiore, ma mi affascina vedere come non si tratti di una strada dove le ragazze vengono usualmente sbattute, non si tratta di una bettola, ma il “passato” ci regala una sorta di eleganza anche in questo frangente, si tratta di un locale, dove le fanciulle, affascinanti nei loro vestiti un po’ europei e un po’ orientali, profumatissime, truccate, siedono in un divano e aspettano con la tipica tranquillità orientale che il cliente dopo aver pagato il biglietto si avvicini per invitarle a ballare.
È così che Fowler , un uomo ormai sulla cinquantina passata, interpretato dal bravissimo Caine, dallo sguardo maturo salva la giovane Phuong e la porta a vivere con sé nel suo appartamento di Saigon. Ma lui è un uomo sposato a cui la moglie, cattolica non concederà mai il divorzio, ma lui ama Phuong e si vede. Quello che mi colpisce è il modo in cui questo uomo ami questa donna, nel toccarla, quando la guarda, la sfiora, e le scioglie i capelli delicatamente, quando le parla, sempre attento e dolce.
Phuong si fa amare, riservata, di poche parole, dice solo quello che pensa in maniera diretta ma sempre delicata, senza mai essere aggressiva, in lei non si nota nessuna emozione, né quando è triste, delusa, amareggiata, o innamorata.
Io onestamente in questo film non sono riuscito a capirlo. Ma il film ha anche un’altra parte, che comincia dall’incontro in un lussuoso bar del centro di Saigon tra Fowler e l’americano Alden Pyle, che guida una delegazione di soccorso medico. Da quell’incontro nascerà una forte amicizia ma anche la contesa dell’amore di Phuong, che sembra si faccia amare ora dell’uno ora dell’altro con semplicità. Fowler descrive l’americano come un americano tranquillo, come è spesso indole degli americani, Pyle ha la capacità di credere di poter salvare tutti. Crede di poter salvare anche Phuong, sposandola. E non si spaventa a farlo notare ormai al rassegnato Fowler che vede perdere piano piano la sua amata.
Nel frattempo si susseguono trasferte in zone calde del Vietnam per poter strappare un reportage, una cronaca dei fatti. Lo scontro tra comunisti e forze francesi si fa sempre più forte, ma anche la presenza americana per ora sotto le vesti di una delegazione di soccorso medico è molto forte, e molto vicina ad un nuovo leader vietnamita filo occidentale che il popolo sembra accogliere con favore.
Poi l’esplosione al centro della città, e Fowler vede e sente cose a rallentatore, si forma un puzzle sconcertante e tremendo, tutto è lì, davanti ai suoi occhi che prende forma.
Non rivelo ovviamente il finale. Un film intenso, Caine bravissimo.



