“Mentre osservavo quell’indigeno penetrare su una piccola canoa le lunghe onde a largo di Matavai Point, non potevo fare a meno di concludere che quell’uomo provasse la più sublime delle emozioni nel sentirsi trascinare con tale velocità dal mare”. Siamo nel 1777. A scrivere è James Cook, il primo europeo che osservò e descrisse il surf da onda (he’e nalu “scivolare sulle onde”)
A praticarlo erano gli Ali’i (i Re hawaiiani) : avevano a loro disposizione spiagge private in cui nessuno osava entrare, le tavole erano lunghissime circa cinque metri e mezzo e pesavano la bellezza di 70 kilogrammi!
Il primo a far conoscere questo magico sport alle coste statunitensi fu l’hawaiano Duke Kahanamoku, il resto è storia: a cavallo tra gli anni’ 50 e 60, il surf da onda impazza su tutte le spiagge della California, viene vestito, scritto, cantato da numerosi gruppi come i Beach Boys,Surfaris,Ventures. Non solo. Danno vita al surf e al suo mondo numerosissime pellicole, la prima in assoluto “The Endless Summer”, con la quale milioni di persone sognano di poter danzare sulle acque . Le tavole diventano sempre più corte e agili.
« È fatta, una volta che sei un surfista, è fatta. Sei entrato nel giro. È come entrare a far parte di una banda o qualcosa del genere. Una volta dentro, non puoi più uscirne » dichiara sognante Kelly Slater, campione del mondo per la nona volta nel 2008.
Infatti il surf non è solo uno sport, è molto di più: è uno stile di vita, una filosofia. Parte tutto dalla mente. Non consiste solo nel remare e cavalcare l’onda : bisogna leggerla e interpretarla continuamente , solo così si può surfarla. Si deve danzare armoniosamente col mare, nessuna azione è possibile senza la mente. Con essa è possibile sfidare qualsiasi onda, qualsiasi sfida, qualsiasi fobìa. Ore e ore di allenamento intenso devono essere accompagnate dalla visualizzazione mentale della tecnica: le immagini accelerano l’apprendimento.
Lo stile più classico e diffuso è il longboard, le tavole adoperate sono molto lunghe e la prua è arrotondata. Ma se volete iniziare anche voi, sappiate che di stili e tavole ce ne sono per tutti i gusti : per chi preferisce cavalcare onde più grandi può scegliere la tavola gun , molto lunga e appuntita a prua e a poppa, la tavola inoltre cambia a seconda del peso e dello stile dell’atleta.Come vestirsi ? L’abbigliamento utilizzato nella pratica del surf varia in base a fattori come temperatura dell’acqua, stagione nella quale si affronta il mare, latitudine alla quale ci si trova e in base al tipo di fondale che caratterizza lo spot. Nelle acque fredde si utilizza una muta, che varia in spessore e in forma a seconda della stagione e dalla temperatura dell’acqua, mentre in acque calde vengono utilizzati dei pantaloncini corti con la gamba che arriva fino al ginocchio, oltre ad una leggera maglia a maniche corte in tessuto sintetico. Accertatevi che la muta sia fatta con un buon tessuto elastico da poter consentire un agile movimento di braccia e gambe!
I surfers non sono solo biondi, alti e campioni. Ognuno di noi può diventare un surfista basta avere una mente e un corpo. Il nostro stile non sarà altro che lo specchio della nostra psiche in azione. Bambini, giovani, anziani capita veramente di beccare chiunque sulle tavole. Si surfa per divertimento, per evadere ma anche per sfidare la natura, per entrare in sincronia con la potenza del mare. Chi surfa con una shortboard cerca onde veloci, pareti quasi verticali e possibilmente un’onda che forma un tube nell’inside (parte vicina a dove l’onda frange), un longboarder invece prediligerà onde più tonde. Dipende dai gusti!
“Nel mare,barca o tavola non contano, conta l’uomo che le governa e l’attimo irripetibile in cui tutto scorre fluido come un’unica goccia d’acqua” : armati anche tu di tavola, collega mente e corpo, e scivola anche tu sulle onde, il mare t’aspetta!

