La camiciaia Maria Concezione, operata di cancro, tornava a casa. Giustina, sua madre, l’attendeva sull’uscio, l’abbracciò festosa e le disse che sarebbe venuto Aroldo a cena, ma Concezione restò fredda: la malattia l’aveva inaridita. Si rifugiò nella chiesetta e pregò la Madonna della Solitudine che la aiutasse a vivere.
Verso sera giunse Aroldo,che notò rattristandosi il viso marmoreo di Concezione. Mangiando, con-fidò alle donne il suo progetto di andare a lavorare come cavatore in America. Si infervorava e propose a Concezione di sposarla e portarla con sé assieme alla madre. Lei ne fu turbata, ma gli disse di no. Entrò poi Felice, amico di Giustina, che notando colorito cereo di Concezione, le do-mandò il motivo del suo pallore. La donna spiegò di essere stata operata di un brutto male e curata con salassi. Quando Aroldo se ne fu andato, Felice propose alle donne un affare: una parte dei loro terreni in cambio di un fidanzato per Concezione, che rispose però di non essere interessata né alla vendita né al matrimonio: era stanca, voleva solo riposare. Quella notte sognò Aroldo. La mattina arrivò Serafino, il prete rinsecchito, a dir messa nella chiesetta, piena di fedeli:c’era anche Aroldo, che pregò per Concezione ed anche i due pretendenti, nipoti di Felice. Il prete, dopo messa, andò a trovare Concezione, a casa indisposta, che gli confidò la proposta di Felice di scegliere per marito uno dei suoi nipoti, ma disse di non voler sposare né uno di loro né altri. Il mattino dopo arrivò an-che Giuseppa, ricca eccentrica, che propose a Concezione di sposare Costante, figlio naturale di suo marito: la ragazza rifiutò ancora. Il mercoledì Santo, mentre allestiva la chiesetta , Serafino, le confidò che anche suo fratello Pietro era interessato a lei, ma la donna, stremata,ripeté che non era pronta a sposarsi. Il prete, irritato, rivelò che Aroldo si accompagnava ad una certa Maria, ma Concezione disse che non la riguardava più. La Pasqua arrivò col sole, e Concezione si lavò corpo e capelli, sentendosi nuova, bisognosa d’amore. Pensava ad Aroldo e aspettava che fosse lui a cercarla, nonostante l’avventura con Maria.
Ai primi di giugno giunsero Giordano,i nipoti e Giuseppa in visita: Concezione era sconfortata: co-sa volevano tutti da lei? Più tardi pregò la Madonna di liberarla dai pretendenti imposti ed anche da Aroldo,scongiurandola di farlo emigrare, perché sapeva che la sua morte sarebbe giunta lenta ma non remota.
Arrivò luglio e Concezione era stanca: Aroldo era sparito, forse in America: ma un operaio della cava le rivelò che era a casa di Maria,forse sarebbero emigrati insieme. Concezione ne fu molto colpita.
Per la festa di S.Cirillo, Giuseppa arrivò con suo nipote un po’tocco e Concezione, per schivarlo, andò ad allestire la chiesa. Tornando a casa, le parve di vedere Aroldo nel campo. Anche Giustina vide. Si avvicinò, ma il giovane, ubriaco, dormiva. Raccontò il fatto a Concezione, che pensò fosse meglio lasciarlo smaltire la sbornia da solo. La festa fu movimentata e quando finì Concezione, preoccupata, raggiunse Aroldo per ripararlo con una coperta.
Il mattino dopo, Giustina corse a vedere Aroldo, ma non ne trovò traccia. Dopo messa, Giuseppa chiese al prete di convincere Concezione a fidanzarsi con Costanzo, ma Serafino si rifiutò. Il giorno dopo il collega di Aroldo tornò da Concezione a prendere le sue camicie e chiese di lui: Concezione negò di averlo visto e rispose che era stufa del peregrinare a casa sua di inutili pretendenti.
Erano giorni torridi; Concezione non aveva nemmeno più voglia di pregare, quando arrivò da loro un brigadiere a chiedere di Aroldo, perché girava voce che fosse fidanzato con Concezione. Lei ne-gò seccamente. Sua madre ipotizzò che fosse partito per l’America, ma il carabiniere affermò che la denuncia di scomparsa proveniva proprio dalla ditta di scavi per cui lavorava e invitò le donne a parlare, per evitare guai. Concezione si arrese, accompagnò il brigadiere nel posto dove Aroldo a-veva dormito ubriaco: sull’erba il Carabiniere rinvenne un filo rosso, che si mise in tasca. Più tardi, Felice additò Concezione come responsabile di tutto, pensando che Aroldo fosse stato ucciso da uno dei suoi pretendenti. Ritornò anche il Brigadiere. Raccontò di aver conosciuto una certa Giu-seppa, che gli aveva detto di aver donato a Concezione una coperta ricamata di rosso, per le nozze con suo nipote: aggiunse che il filo trovato nell’erba sembrava provenire proprio da una coperta come quella.
Dopo quella visita, ne seguirono molte altre: Giuseppa, inviperita, incolpava Concezione di aver sparlato di Costante che era stato incarcerato con l’accusa di omicidio; ritornò anche il Brigadiere, con una buona notizia: Aroldo era vivo: dopo la sbornia, si era tagliato le vene ed era stato soccorso da Maria e dal dottore. Concezione doveva convincerlo a partire e tutto si sarebbe sistemato. La donna chiese un giorno per riflettere.
Il giorno dopo il dottore le rivelò che Serafino era in agonia. Concezione gli chiese di accompa-gnarla da lui .Quando il prete la vide, commosso, le disse che Aroldo era in casa sua e Concezione poté vederlo: era rinsecchito e sfatto. Gli chiese perdono per averlo respinto e lo scongiurò di partire e rifarsi una vita. Ma Aroldo replicò che non si sarebbe mai mosso di lì. Si salutarono come estranei. Tornò a casa e sua madre le disse che Costante sarebbe stato scarcerato. Concezione tirò un sospiro di sollievo: “adesso è proprio tutto a posto”, disse.

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